Vinoland Talks - Francesco Guermani

VERSIONE ITALIANA + ENGLISH BELOW

Come tutti nel nostro Paese, anche noi di Vinoland siamo costretti a rimanere a casa e non poter essere come sempre nei nostri negozi. Vogliamo però sfruttare questo tempo per fare online quello che generalmente facciamo tutti i giorni in negozio: raccontarvi storie di vino.

Per questo nasce Vinoland Talks, una serie di interviste a produttori che noi amiamo, con cui siamo grandi amici e con cui condividiamo spesso qualche buona bottiglia.

Oggi parleremo con Francesco Guermani, frontman dell’azienda Cascina Alberta

Siamo a Treiso, territorio di Barbareschi poco blasonati di solito, ma siamo su un grande cru, Giacone, un tempo riconosciuto da i più accorti mediatori d’uva come una delle migliori esposizione in Langa. Cascina Alberta è una di quelle aziende su cui noi di Vinoland abbiamo sempre puntato fin dal primo giorno, spinti dalla nostra volontà di affiancare ai grandi nomi di Langa, agli imperdibili, altrettanti produttori poco conosciuti e meritevoli di essere portati alla ribalta.

Qual’è la storia di Cascina Alberta? 

La nostra è una brevissima storia di vignaioli di prima generazione. Io e mio fratello abbiamo acquistato l’azienda nel 2011. Il vecchio proprietario vendeva le uve ai più importanti vinificatori di zona. Stavamo cercando una azienda in Langa e quando l’abbiamo vista è stato un colpo di fulmine. Poi ci sono serviti alcuni anni per capire bene come intervenire sia dal punto di vista agricolo che per la ristrutturazione dei locali, oggi dopo 9 anni siamo qui a produrre 40.000 bottiglie in regime biologico certificato e ad accogliere i nostri ospiti nella nostra struttura agrituristica. 

 Chi è Francesco Guermani?

 Un imprenditore, oggi agricolo, un uomo fortunato: nella vita ho potuto sempre decidere cosa fare e consapevole che è un privilegio di pochi. Ogni giorno quando mi reco al lavoro mi ripeto costantemente di essere innamorato del mio lavoro. Sono un sognatore organizzato, sempre coi piedi per terra.

Se chiudi gli occhi e pensi al Barbaresco, nella tua mente cosa vedi?

Penso alle viole, alla freschezza e alla femminilità del nebbiolo. Vorrei sempre riuscire a mettere in bottiglia questi tre elementi.

3 nomi a cui ti ispiri per il tuo vino

Poderi Colla, Piero Busso e Giuseppe Cortese

Raccontaci Treiso e il Cru Giacone

Giacone è un cru molto ampio caratterizzato da una escursione di altitudine molto importante. Noi siamo nella parte più alta, a 360 m slm.  Nel cru si possono trovare le classiche marne bianche e bluastre tipiche di Treiso. Il cru è posto su un versante Sud-Sud Ovest molto aperto, in linea molto generale è una collina dal versante “caldo” per cui l’altitudine risulta molto importante. E’ sicuramente un cru meno famoso di altri ma a mio avviso le caratteristiche pedoclimatiche lo rendono un “classico” Barbaresco di Treiso.

E le tue altre etichette?

Parlando della nostra gamma, avendo 9 ettari in blocco unico ed essenzialmente due esposizioni di terreni simili ma diverse al momento coltiviamo 3 differenti vitigni: Nebbiolo, Barbera e Riesling. Abbiamo ereditato 7 ettari di vigne e dopo aver studiato bene i terreni abbiamo cambiato e reimpiantato alcuni di essi a seconda dell’altitudine ed esposizione. Il risultato è interessante, parlando dei rossi, produciamo delle Barbere fruttate e potenti e dei nebbioli fini ed eleganti, quasi magri. Il Riesling fa una partita a sé, la terra lì è bianchissima e la vinificazione e affinamento avvengono in anfora dando dei risultati sorprendenti soprattutto dopo un paio d’anni di bottiglia.

Se parlo di Climate Change qual’è la tua esperienza sul campo, cosa pensi e secondo te qual’è il futuro delle Langhe in questo senso.

Il climate change è un discorso molto di moda oggi ed è complicato districarsi. L’uomo e l’agricoltura hanno sempre cercato di combattere il clima e “il tempo”, ora penso si sia capito che combattere non basta, bisogna cambiare le nostre abitudini qualcosa di grande a livello mondiale dovrebbe cambiare. Se non c’è la fa la vite non c’è speranza per nessuno.

Mi diresti due cose che le Langhe come movimento sta facendo bene e due cose invece che sta facendo male e dovremmo migliorare.

Nelle Langhe funzionano benissimo i Consorzi, gli enti, il “sistema” lavora bene con visione al futuro.Non credo ci sia qualcosa che funzioni male, forse l’unica cosa che posso dire è ci vorrebbe un po’ più di spirito di squadra tra operatori del settore perché siamo un comparto e solo uniti si continua a crescere.

Qual’è la migliore annata che hai visto con i tuoi occhi a Treiso?

La 2016 di sicuro. Mi aspetto grandi cose anche dalla 2018.

Previsioni dicono che il comparto vino prima di una eventuale ripresa segnerà un meno 50% tra 2020 e 2021 causa corona-virus. Tu come la vedi?

Sono molto preoccupato. Non ho la preparazione per capire quanto perderemo in termini di fatturato, sicuramente con il settore della ristorazione chiuso e in flessione le vendite diminuiranno.

Scopri i vini di Cascina Alberta nel nostro Catalogo.

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Like anyone living in this country, we as Vinoland's Staff, are bound to stick at home without, unfortunately, having the possibility to stay in the shop. We'd like to take advantage of this situation though, doing what we normally do in our shops: telling wine stories to you. For this reason Vinoland Talks is born, a series of interviews of beloved producers, with whom we share friendships and, too often, some very good bottles.

Today's talk concerns Francesco Guermani, the frontman of Cascina Alberta. The winery is located in Treiso, land of underrated Barbarescos, precisely in Giacone cru, that, according to accurate Langhe negociants, has been acknowledged as a very devoted vineyard back in time. Since we were born, as a company, we've been betting on Cascina Alberta fuelled by the desire to flank the Big deals of Piedmont to lesser known and intriguing producers, worth your interest.

What's the history behind Cascina Alberta?

Well, it's a very recent history as we are the first generation. My brother and me purchased the property in 2011. The former owner was selling the grapes to truly famous wineries of Langhe. We were looking for something like this, as soon as we've seen it, it's been love at first sight. Then few years to realise how to work and restore the entire property and today, after 9 long years, we're here producing 40.000 bottles under the organic certification and welcoming our guests at our agro-touristic estate.

Who's Francesco Guermani?

A entrepreneur, today agricultural, a lucky guy: in my lifetime I always had the chance to decide what to do, yet conscious of this privilege. Anyday during my way to work, I constantly repeat to myself: I love my job. I'm a well-organised dreamer with feet on the ground.

If you close your eyes and we tell you Barbaresco, what would come up?

I think of violets, freshness and femininity of Nebbiolo. I'd like to bottle these three elements, ever.

Three sources of winey inspiration.

Poderi Colla, Piero Bussi, and Giuseppee Cortese.

Tell us more about Giacone cru.

Giacone is a very ample vineyard, marked by a huge altitude gap within it. We're at the highest point, 360 meters asl, and here you'd find the typical whitey and blue marls of Treiso town. The cru faces south/south-west wide open. As general rule, it's a hill with pretty warm bank, reason why altitude gets more the important. It is lesser known than other vineyards, but to me has every pedoclimatic feature to give birth to a classic Treiso Barbaresco.

What about the other wines?

Regarding our array, right now we're cultivating 3 grape varieties: Nebbiolo, Barbera and Riesling sourced from a single block of 9 ha as much similar as diverse. We came into 7 planted ha and, over a geological study, we replanted some of them coherently to esposure and altitude. The outcome is quite interesting, speaking about reds, we produce fruit-forward and powerful Barberas and very light and elegant Nebbiolos, almost slim.

What do you think of climate change and, specifically, how it affects Langhe?

That's a very modish theme, and complicated to be spoken of. Mankind and agriculture has always been fighting climate and 'time', now I reckon it's understood that fighting doesn't suffice, we need a radical change in our routine, something great and global. If vines do not endure, we wouldn't either.

Give us couple of good things and couple bad things that Langhe,as movement, is doing.

In Langhe all Eno-consortia are working flawlessly, and institutions have clear mind about future. I don't believe that something work bad, I'd just say that cooperation between us (producers and sectorial worked) has to improve, cause I trust that's the way, union for growing.

Best vintage you've seen so far in Treiso?

Certainly 2016, and I have great exceptions from 2018.

Projections estimate a loss of 50% towards 2020/21 compare to 2019 due to Coronavirus, what's your prevision?

To be honest, I'm deeply worried. I don't have terms to understand how much money we'd lose, surely the restaurant business lockdown drives a flex in sales.

Discover Cascina Alberta Wines on our Catalogue.