"I get inspired in Bruno Giacosa, we'll make Pinot Noir soon"

Nel 2005, tre ragazzi nati e cresciuti tra le vigne di Langa, Gianmatteo Jymmy Raineri, Fabrizio Giraudo e Luciano Racca, fondarono Raineri. Inizialmente si parlava di una piccola cantina che produceva solamente Dolcetto dalla vocata e celebre zona di Dogliani. La loro passione li ha portati a voler crescere e ad aggiungere a partire dal 2006, la produzione di anche Barbera, Nebbiolo e Barolo. Tutti provenienti dal Comune di Monforte d’Alba. Con l’aiuto delle loro famiglie e dei generosi e saggi consigli di altri produttori più esperti, sono così riusciti ad esaudire il loro grande sogno: produrre grandi vini Piemontesi. 

Oggi abbiamo il piacere di chiccherare con Fabrizio Giraudo, frontman dell’azienda in Italia.

(Da sinistra a destra: Fabrizio Giraudo, Luciano Racca e Giamatteo Raineri)

Quanti ettari coltivate? E che vini producete?

Lavoriamo attualmente 6,5 etteri di vigneto, ma abbiamo impianti nuovi per circa due ettari che entreranno in produzione tra due anni, tra questi un nuovo impianto di pinot nero le cui barbatelle sono state acquistate direttamente in Borgogna. Il pinot nero sarà il prossimo vino che andra ad aggiungersi alla nostra gamma attualmente composta da:

  • Langhe Bianco DOC
  • Dogliani DOCG
  • Langhe nebbiolo DOC
  • Barbera d’Alba Superiore DOC
  • Barolo classico
  • Barolo ‘Perno’
  • Barolo ‘Castelletto’

 Raccontaci i due cru a Monforte da cui arrivano i vostri Barolo

Perno e Castelletto sono due crus di Monforte d’Alba confinanti ma che danno vini totalmente diversi poichè la formazione dei terreni è stata in epoche diverse. Se a perno abbiamo principalmente marne e argilla che ci portano ad avere vini potenti e di grande struttura, a Castelletto abbiamo molta più sabbia, quindi il vino risulta più fine e molto più elegante

Che filosofia di vinificazione seguite? Il vino è più tecnica o più natura? 

Per me il vino è tecnica in cantina abbinata alla grande cura e rispetto della natura nel vigneto. D’altronde come mi dice sempre Marco Parusso, uno dei produttori che più ammiro in Langa, i processi della natura portano aceto, il vino in natura non esiste.

3 produttori di vino a cui ti ispiri.

Come ben sai svolgo anche il lavoro di agente, quindi ho la fortuna e la possibilità di assagiare moltissimi vini, fare 3 nomi sarebbe riduttivo. Posso farne uno che a cui aspiro sempre come qualità ed è Bruno Giacosa

I piccoli e nuovi produttori come voi cosa possono portare in più alla Langa, considernado come sia una zona dove tradizione e storia sono molto forti?

I giovani hanno sicuramente una mente più libera, quindi pur rispettando storia e tradizione, possono portare innovazione, il mondo cambia velocemente ed anche i gusti di chi consuma il vino.

Dimmi due cose che noi di Langa stiamo facendo bene e sue cose che invece stiamo facendo male e dobbiamo migliorare.

La cosa che facciamo sicuramente meglio sono i vini e vedo una crescente attenzione alla cura dei vigneti e all’agricoltura sostenibile. Di contro seppur vedo qualche piccolo miglioramento i produttori dovrebbero collaborare molto di più nella promozione del territorio e dei vini di langa inoltre a livello di accoglienza dobbiamo essere sempre piu attenti alla cura dei nostri ‘ospiti’.

Tu sei anche un agente di commercio nella nostra zona. Quali sono i vini, oltre queli locali, che si bevono di più in Langa? Qualche nome nuovo che hai bevuto ultimamente e ti ha sorpreso?

Oltre ai vini locali i vini che più vengono consumati nella nostra zona sono sicuramente, gli champagne e gli chardonnay e pinot neri della borgogna, negli ultimi tempi vedi un crescente interesse verso i riesling tedeschi e austriaci. Tra i nuovi produttori sicuramente mi sento di consigliare i vini del nostro comune amico Francesco di Cascina Alberta.

A Fabrizio invece cosa gli piace bere?

Mi piace bere un po’ di tutto,  anche se onestamente amo le bollicine, ultimamente mi sto approcciando ai vini americani, e con grande sorpresa sto trovando dei grandi vini anche se onestamente a prezzi altissimi, in generale in Italia si beve benissimo a dei costi decisamente più contenutI.

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- - ENGLISH VERSION - -

In 2005, three guys born and raised among the vineyards of the Langhe District in Piedmont, Gianmatteo Jimmy Raineri, Fabrizio Giraudo, and Luciano Racca started Raineri as a small production of Dolcetto from the famous Dogliani area. Their passion and respect for wine and the winemaking traditions pushed them to have a full line by 2006, including Barbera, Nebbiolo and Barolo all from vineyards in Monforte d’Alba. With the help of their families, and generous advice from wise producers, they were able to fulfill their dream of making classic wines of Piedmont.

Today we have the plaesure to talk with Fabrizio Giraudo, frontman of the winery in Italy.

(From left to right: Fabrizio Giraudo, Luciano Racco e Gianmatteo Raineri)

How many hectares do you farm? Which wines do you produce? 

We’re currently farming 6.5 ha of vines. In addition to that, we have 2 ha of new plantations which would give fruit by 2022, among them one new plantation of Pinot Noir, made up of grafts brought down to Langhe from Burgundy. The latter would be the latest entry in our selection, right now formed of:

  • Langhe bianco DOC
  • Dogliani DOCG
  • Langhe nebbiolo DOC
  • Barbera d’Alba superiore DOC
  • Barolo classico
  • Barolo ‘Perno’
  • Barolo ‘Castelleto’

Tells us about your two single vineyards in Monforte.

‘Perno’ and ‘Castelletto’ are bordering MGA vineyards within Monforte municipality with radically opposite aromatic profile. This comes from the differing formantions of soil and subsoil, one younger than the other, therefore Perno soil has majorly marls with heaps of clay giving out mighty wines endowed with great structure, on the other side Castelletto posseses a higher quantity of sand, thus refined and deeply elegant Barolo sourced from it.

Which winemaking filosophy do you follow? Wine is more nature or more technique?

To me wine is: oenological knowledge paired with great care and respect to nature amidst vines. Comes to mind what Marco Parusso always says, man that I look up to in Langhe region, the natural processes of grape would lead to vinegard, wine doesn’t exist without humankind.

3 wine producers you get inspered in.

As you well know I work as wine representative, a job which gives me wide opportunities to taste many many wines and to cite just 3 producers would be reductionist but I can give one that always got me and inspired me: the majesty Bruno Giacosa.

New and small producers what news can make in Langhe region, considering its tradition and history?

The new generation are definetely open-minded and so, while respecting history and tradition, they can promote innovation. The world’s changed a lot and would keep on changing fast.

Tell me something we as Langhe are doing well and something we are doing bad and we need to improve. 

The thing we do at our best is wine and I see more attention to farming care and sustainable viticulture. Au contraire, although I see improvements, producers should collaborate way more in promoting territory and wines by Langhe, and yet, we must put more efforts in welcoming and receiving our ‘hosts’.

What local people likes to drink? Something new you would like to advice?

We drink loads of local wines as well as champagne and moreover, burgundian chardonnays and Pinots noir. Recently I’ve seen more and more interest in Riesling both coming from Autria and Germany. Among the new wave of Langa producers I’d reccomend the wines vinified by Francesco of Cascina Alberta.

And Fabrizio himself, what does he like?

I like drinking almost everything, even if I got a profound passion for bubbles. In recent time I’ve approached american wines, and with great surprise I’ve found succulent wines, very pricey though. I must admit that Italy offers great wines for reasonable prices compared to prementioned ones.

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