Alla Scoperta della Cantina Paitin

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao a tutti, siamo alla seconda serie dei Vinoland Talks, come ogni settimana, ci piace pubblicare e parlare, delle interviste che facciamo con i nostri amici produttori, per farvi conoscere più a fondo le loro idee ed il loro modo di pensare vino.

Oggi Parleremo con Luca Pasquero Elia, della Piccola Cantina di Neive, PAITIN

Di Paitin ve ne abbiamo parlato di recente, in diversi nostri post, raccontano una sua bottiglia che a noi è piaciuta moltissimo il suo Barbaresco Serraboella 2016

 

Azienda che abbiamo conosciuto e con cui abbiamo voluto lavorare, in concomitanza con l'apertura della nuova enoteca di Neive, dall'esigenza di conoscere nuove realta del Barbaresco.

 

Iniziamo con l'intervista

 

1) Abbiamo letto ed abbiamo avuto modo di capire l'importanza storica che ricopre la tua azienda, nel territorio di Neive, vorremmo chiederti se riusciresti a riassumere in poche parole la storia dell'azienda Paitin? e il perche la vostra storia è un po’ nell'ombra e poco conosciuta.

 

Se dobbiamo dare un motivo, al fatto che tutta questa storia non è mai trasparsa e anche dovuto un po’ alla mentalità di mio nonno, parlando di momenti difficili, pensando a quello che stiamo vivendo noi, ma imparagonabili a quello che è stato durante la seconda guerra mondiale, tutto quello che c'è stato prima della guerra, che gli ha portato via il papà il nonno, ed un po’ ha distrutto i legami familiari, l'ha sempre voluto cancellare, non ha mai citato la storia aziendale, ne quando presentava i vini , ha sempre voluto fare una tabula rasa, e ciò si è ripercorso in mio zio e mio padre.

Nonno se parlavi del passato ti lapidava, quindi questo il motivo delle non trasmissione dei valori storici dell'azienda negli anni. Se vogliamo riassumere l'azienda in 3 date sono : 1796, data di acquisto del soì con atto Napoleonico, napoleone si stabilisce con il trattato di Cherasco in quell'anno lì, appezzamento di Benedetto Elia, agricoltore puro.

 

Seconda data 1893, Giuseppe elia , Lavora con Domizio Cavazza, che all'epoca aveva 4 consulenti, mio nonno racconta, Cavazza, Ramundin, non so se soprannome o cognome, ed altri due professori che lo aiutavano. in questo anno si imbottiglia la prima bottiglia nominandola Barbaresco del Bricco di Neive, con la firma Giuseppe Elia Proprietario e produttore, quindi non comprava l'uva, da li nasce la radice dell'azienda odierna, con un piccolo stop dal 38 dovuto alla guerra, fino al 48 si blocca l'azienda.

 

1948 la terza data importante la ripartenza, mio nonno, impianta le vigne quelle che tutt'ora in parte sono rimaste dal 48 al 53 è prende in mano l'azienda, da un taglio, cambia le botti inserisce nuovi elementi per la vinificazione.

 

In questo un piccolo riassunto fermarsi al 53 sembra riduttivo mancano 70 anni di storia, ma la storia recente della langa è molto più comune a tutti.

 

2) Chi è Luca Paitin? background e primo approccio al mondo del vino. Io non nasco come enologo, non seguo la classica strada di scuola enologica di Alba, mio padre e mia padre mi convincono e seguire le mie passione, quindi la matematica e gli studi scientifici, mi piace molto la fisica, prima dell'università faccio un corso di fisica particellare a Torino ma non mi entusiasma come pensavo e mi iscrivo ad Economia, non blabla management etc, più matematica concreta, decido di fare un Master of Scienze sull’innovazione e tecnologie, successivamente inizio a lavorare con la realta virtuale, business development per Google.

Proprio in Google che inizia a maturare la passione per il vino, che nasce il venerdì, il giorno per Google delle giornate libere dove si faceva gestire la giornata verso una passione propria, ed io avevo una passione per il vino dovuta chiaramente al background, e mi hanno chiesto di fare un evento con di pairing con il cioccolato e vino , da questo evento, vino cioccolato in abbinamento, poco per volta incominciato ad entrare il tarlo a rosicchiare, rosicchiare, finche con la vendemmia 2016, quando se ne va l'unico assistente enologo dell'azienda Paitin, perche c'è mio zio più un assistente che se ne va per la 2016 vendemmia abbondante, alche dico a mio padre: mi licenzio ed almeno per la vendemmia vi do una mano non sono mai più rientrato nell'azienda da cui mi licenziai.

 

3) C'è qualche aziende qualche nome, a cui ti ispiri a ambisci ?

 

Diciamo che ho due pilastri che ho sempre davanti e me si sono posti nei precedenti confronti con il vino:

Primo il Genio di Giacosa, di Bruno nel far emergere il Nebbiolo nella sua capacità, di far fuoriuscire il terroir con una mano leggera, quindi poter mettere più cru tutti insieme e far emergere le caratteristiche proprie della langa e del nebbiolo.

Secondo , la zappa di Mauro Mascarello, Giuseppe Mascarello, un mix fra mano e terra la zappa come strumento perche c'è il loro grande cru Monprivato cru unico e la mano di Mauro che li vedo come la capacità di riuscire a coniugare il proprio terreno ed avere espressione unica, un interpretazione sedimentata quasi nei secoli.

Dal genio di Giacosa e dalla mano dalla zappa di Mascarello, stiamo portando avanti l'azienda in questo senso con l'acquisizione di nuovi cru tra cui Basarin su cui stiamo lavorando, ed un terzo di cui non faccio il nome, ed il lavoro in vigna e in campo come stiamo già facendo sul Sorì paitin sul Serraboella e mi piacerebbe avere la stessa importanza un giorno del Monprivato a livello di Cru

 

4)Serraboella, dove stanno i punti di forza di questo cru, come si differenzia dagli altri cru?

 

Sicuramente tende a differenziarsi, innanzitutto the big picture, visto da lontano, fa parte di Neive, quindi cru, come li definisce Ian D'Agata fleshy, quindi carnosi, Serraboella rispetta questa identità ogni tanto lo descrivo con due aggettivi uno un cru da vertigine, perché Serraboella, puo essere estremamente lungo e verticale e mi fa venire in mente una cima al 52 esimo piano di un grattacielo e guardare giù.

 

L'altro termine l'oscurità Antonio Galloni l'ha sempre descritto il lato oscuro del barbaresco. Questi elementi sono il risultato di più fattori a livello microclimatico, distante dal fiume Tanaro sentori più scuri ,protetto dal calore del fiume, e poi ha un ottima esposizione sud ovest il che genera questo volume che si trova in Serraboella e la ripidità, fa si che ci sia una componente calcarea alta, quindi il terreno viene spesso dilavato, e crea una finezza del tannino che aiutata da piccole brezze che soffiano da sud.

5)Sappiamo che stai curando , anche con Masnaghetti, in modo particolareggiato anche, un aspetto molto importante e sottovalutato, cioè le importanze del clima e del microclima tra i diversi cru, se vuoi parlacene un po’? dove punta ad arrivare il tuo studio?

 

Innanzi tutto nasce , questa idea, poiche ero molto contrario alla divisione per cru perche alcune aree vengono escluse da un cru oppure no?

Anche secondo persone esperte come Giacosa che divideva Rabaja ed Asili, cosa ha portato questa differenziazione, in parte storica, in parte politica, e quindi ho detto valorizziamo questi cru più grandi e come valorizzarli, un idea condivisa da Masnaghetti, una delle grandi menti dietro a tutto ciò, quindi andare a valorizzare l'eterogeneità all'interno del cru, quindi cru molto piccolo con omogeneità unica, cru significa espressione di un territorio , originariamente Serraboella era 10 ettari oggi sono 30 quindi quali sono le differenze?

c'è un est c'è una curva più esposta a venti, quindi ci sono differenze. Intraprendo i dati, vista la passione matematica, mi piace dare ancora più differenziazione, giustamente si da spazio al suolo, ma il micro clima ha un effetto enorme, notandolo con una mappatura dell'esposizione solare si va a vedere che c'è uno stacco netto a livello microclimatico e la vendemmia varia di 10 giorni, quindi nebbioli diversi, all’interno dello stesso cru, il mio studio va a vedere correnti ed esposizioni solari.

 

Uno studio sintetico molto interessante che sta facendo Masnagheti, sono le epoche di vendemmia, mettendo insieme geologia e epoche di vendemmia si mettono assieme dati molto significativi.

 

6)Il vino del tuo cuore che più ti ha colpito nella tua vità.

Qua vado sul, the best 2019 , è un Clos de la roches Louis Remy 1996, che mi ha servito a mia insaputa Donatiello. Grande grande vino, mi era già piaciuto Chantal Remy, delle annate recenti, poter sentire un 96 di una classa incredibile.

La cosa che mi ha colpito di più che vado a cercare nei vini, è il fatto che era un vino che poteva quasi essere vestito si poteva mettere un dito dentro metterselo sul collo, caleidoscopico, cambiava, grande vino, ed espressione di un grande terrorir e quando uno riesce a farlo negli anni per me è sinonimo di un grande prodotto.

7)Metteresti in un tuo nebbiolo anche da invecchiamento una tappo a vite, e perche?

Allora, enologicamente parlando fossi una cantina puramente volta all'enologia ti direi si, anche domani, visto che sono una cantina con una forte componente storica ed essendo una amante di ciò che è l'emozione legata al vino faccio un po’ fatica, toglie una parte di poesia, preparazione psicologica al godimento del vino, poi più avanti con le generazione se ne andrà e si preferirà la praticità, ma io adesso, non voglio , anche se da studi economici si punta all'efficienza più totale , ma io per fortuna mi sono un po’ allontanato dagli studi economici , penso che sia una preparazione.

 

Io sono molto pro ai rituali, penso che siano molto educativi, e quindi questa ritualità mi piace e vorrei preservarla per lo meno per i vini che parlano dell'azienda, e per le aziende di langa, sono i nebbioli.

 

8)Quale scelte di breve periodo sta applicando Paitin per ammortizzare gli effetti negativi per l'attuale situazione di marcato sia nazionale che estero a causa del Corona Virus.

 

Premessa, noi in quanto azienda e penso di poter parlare per altri miei colleghi, siamo una realta che non si è mai volta al marketing, dovuto sia alla storia sia al fattore bugianen(modo di dire piemontese, fannullone), che non li fa muovere dal divano(vigna) ci ha fatto crescere molto stabilmente e molto lentamente, abbiamo dei clienti, estremamente appassionati, parlo per me, ma parlo per molte cantine che lavorano in zona, ciò ci permette di avere una base poco variabile nella nostra domanda, che è fondamentale nei periodi di alta instabilità come quelli che stiamo vivendo abbiamo una bassa elasticità, e ci permette di intervenire poco o niente.

 

Vedo però una grande opportunità per aziende bugianen come le piemontesi, esempio feci un Wine Tasting da Rig cantina californiana, e successivamente mi invitarono e farne un altro con un altra aziende e questo fu fatto via Skype. Quindi senza fare spostamenti, spedendo solo vino, quindi a basso impatto ambientale, L'altra opportunità incominciare a considerare l'online del vino, non come vendita, ma contattare persone che vengono da me, e contattarle e tenerle aggiornate, informarle e creare un engagement più forte.

Grazie

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ENGLISH VERSION

 

Hi Wine Lovers we are at the second series of Vinoland Talks, as every week, we like to publish and talk, interviews we do with our producer friends, to make you know more about their ideas and their way of thinking wine.

 

Today we will talk to Luca Pasquero Elia, of the Little Cellar of Neive, PAITIN

 

We have recently told you about Paitin, in several of our posts, we tell a bottle of his that we loved his Barbaresco Serraboella 2016, a company that we met and wanted to work with, in conjunction with the opening of the new wine shop in Neive, from the need to know new realities of Barbaresco.

 

Let's start with the interview

 

1) We have read and have been able to understand the historical importance that covers your company, in the territory of Neive, we would like to ask you if you could summarize in a few words the history of the company Paitin? and why your story is a little in the shadows and little known.

 

If we have to give a reason, the fact that this whole story has never translated and also due a little to the mentality of my grandfather, talking about difficult moments, thinking about what we are going through, but indomitable to what was during the Second World War, everything that was there before the war, that took away his father the grandfather, and he kind of destroyed family ties, he always wanted to erase it, he never mentioned the company history, nor when he presented the wines, he always wanted to make a clean slate, and this was traced back to my uncle and my father. 

 

Grand do you talk about the past it stoned you, so this is the reason for the non-transmission of the historical values of the company over the years. If we want to summarize the company in 3 dates are: 1796, date of purchase of the sorì by Napoleonic act, Napoleon is established with the Treaty of Cherasco in that year there, the plot of Benedict Elia, pure farmer.

 

second date 1893, Giuseppe Elia , Works with Domizio Cavazza, who at the time had 4 consultants, my grandfather tells, Cavazza, Ramundin, don’t know if nickname or surname, and two other professors who helped him. In this year the first bottle is bottled by naming it “Barbaresco del Bricco di Neive”, with the signature Giuseppe Elia Owner and producer, so he did not buy the grapes, from there was born the root of today's company, with a small stop from 38 due to the war, until 48 the company is blocked.

 

1948 the third important date the restart, my grandfather, implants the vineyards that still have remained in part from 48 to 53 is takes over the company, from a cut, changes the barrels inserts new elements for winemaking. In this, a small summary stop at 53 seems reductive 70 years of history, but the recent history of the Langa is much more common to all.

 

2) Who is Luca Paitin? background and first approach to the world of wine.

 

I don’t hide as a winemaker, I do not follow the classic path of wine school of Alba, my father, and my mother convince me and follow my passions, so mathematics and scientific studies, I really like physics, before university, I do a course in particle physics in Turin but I don’t get as excited as I thought and I sign up for Economics, not "blabla" management, etc, more concrete mathematics

I decide to do a Master of Science on innovation and technologies, then I start to work with the virtual reality, business development for Google, and it is in Google that begins to mature the passion for wine, which is born on Friday, the day for Google of the days, and I had a passion for wine clearly due to the background, and they asked me to do an event with pairing with chocolate and wine, from this event, chocolate wine in combination

Little by little started to enter the worm to gnaw, gnawing, until with the 2016 harvest, when the only assistant winemaker of the Paitin company goes away because there is my uncle plus an assistant who goes for the 2016 abundant harvest, I say to my father: I fire and at least for the harvest I give you a hand I never again return to the company from which I fired.

 

3) Is there any company some name, which you are inspired to aspire to?

Let's say that I have two pillars that I always have in front of me have placed in previous comparisons with wine: First the Genius of Giacosa, Bruno in bringing out the Nebbiolo in his ability, to let out the terroir with a light hand, so to be able to put more cru all together and bring out the characteristics proper of the Langa and mist.

 

According to, the hoe of Mauro Mascarello, Giuseppe Mascarello, a mix between hand and earth the hoe as a tool because there is their great cru Monprivato cru unique and the hand of Mauro that I see them as the ability to be able to combine their soil and have a unique expression, and interpretation sedimented almost over the centuries.

 

From the genius of Giacosa and the hand from the hoe of Mascarello, we are carrying on the company in this regard with the acquisition of new crus including Basarin on which we are working, and a third of which I do not name, and the work in the vineyard and in the field as we are already doing on Sorì Paitin on the Serraboella and I would like to have the same importance one day of the Monprivato at Cru level

4)Serraboella, where are the strengths of this cru, how does it differ from the other cru?

 

Surely it tends to differentiate, first of all, the big picture, seen from afar, is part of Neive, so cru, as Ian D'Agata defines them fleshy, so fleshy, Serraboella respects this identity every now and then I describe it with two adjectives one a cru from vertigo, because Serraboella, can be extremely long and vertical and makes me think of a top on the 52nd floor of a skyscraper and look down.

 

The other term the darkness Antonio Galloni has always described the dark side of the Barbaresco. These elements are the result of multiple factors at the microclimatic level, far from the Tanaro River darker scents, protected by the heat of the river, and then have an excellent southwest exposure which generates this volume that is located in Serraboella and steepness, makes there is a high limestone component, so the soil is often washed out and creates a fineness of tannin that helps by small breezes blowing from the south.

 

5)We know that you are healing, even with Masnaghetti, in detail also, a very important and underestimated aspect, that is the importance of climate and microclimate between the different crus, if you want to talk about it a little? where does your studio aim to go?

 

First of all, this idea was born, since I was very much opposed to the division by cru because some areas are excluded from a cru or not? even according to experienced people like Jaacosa who divided Rabaja and Asili, what brought this differentiation, partly historical, partly political, and so I said let's value these bigger crus and how to enhance them, an idea shared by Masnaghetti, one of the great minds behind all this, then go to enhance the heterogeneity within the cru, so cru very small with unique homogeneity, cru means an expression of a territory, originally Serraboella was 10 hectares today are 30 so what are the differences?

There's east there's a curve more exposed to winds, so there are differences. By taking the data, given the mathematical passion, I like to give even more differentiation, rightly it gives space to the ground, but the microclimate has a huge effect, noting it with a mapping of the solar exposure you go to see that there is a net gap at the microclimatic level and the harvest varies by 10 days, so different mist, within the same cru, my study goes to see currents and exposition

A very interesting synthetic study that is doing Masnagheti, is the harvest eras, putting together geology and harvest eras put together very significant data.

 

6)The wine of your heart that most struck you in your life

Here I go on the best 2019, it is a Clos de la Roches Louis Remy 1996, which served me without my knowledge Donatiello (Sommelier 3 Michelin Stars Piazza Duomo). Great, great wine, I had already liked Chantal Remy, of recent vintages, to be able to feel a 96 of an incredible class.

 

The thing that struck me the most that I go to look in the wines, is the fact that it was a wine that could almost be dressed you could put a finger inside put it on the neck, kaleidoscopic, changed, great wine, and expression of great terroir and when one manages to do it over the years for me is synonymous with a great product.

 

7)You'd put a screw cap on your own aging, and why?

So, wine-likely speaking I was a cellar purely aimed at winemaking I would tell you yes, even tomorrow since I am a cellar with a strong historical component and being a lover of what is the emotion related to wine I make a little effort, takes away a part of poetry, psychological preparation to the enjoyment of wine, then later with the generations will go away and you will prefer practicality, but I now, I do not want, even if from economic studies you aim for total efficiency, but fortunately I have kind of distanced myself from economic studies, I think it is a preparation.

I'm very pro to rituals, I think they're very educational, and so I like this ritual and I'd like to preserve it at least for the wines that talk about the company, and for the Langa companies, they're the mist.

8)What short-term choices Paitin is applying to cushion the negative effects for the current situation of marked both domestic and foreign due to the Corona Virus.

 

The premise, we as a company and I think I can speak for other colleagues of mine, we are a reality that has never turned to marketing, due both to history and to the factor "bugianen" (way of saying Piedmont, slacker), which does not move them from the sofa (vineyard) has made us grow very stable and very slowly, we have customers, extremely passionate, I speak for me, but

I speak for many wineries that work in the area, this allows us to have a little variable base in our demand, which is fundamental in times of high instability as those we are experiencing we have low elasticity and allows us to intervene little or nothing. But I see a great opportunity for liar companies like Piedmont, for example, I made a Wine Tasting from Rig California winery, and then they invited me and make another with another company and this was done via Skype. So without moving, sending only wine, so with low environmental impact,

The other opportunity to start considering the online wine, not as a sale, but contacting people who come to me, and contact them and keep them up to date, inform them and create stronger engagement.

Thank you